image59.gif (1040 byte)       Vittorio Emanuele  II    image59.gif (1040 byte) 

(Torino 14.3.1820 - Roma 9.1.1878)

 

Re di Sardegna dal 1849 e re d'Italia dal 1861

 

Figlio di Carlo Alberto e di  Maria Teresa di Asburgo – Lorena, nel 1842 sposò Maria Adelaide d’Asburgo, che morì nel 1855 dopo avergli dato otto figli.

Nella I guerra d'indipendenza comandò una divisione piemontese e, salito al trono all'abdicazione del padre in seguito alla sconfitta di Novara (23.3.1849), negoziò l'armistizio di Novara e la pace di Milano (10.8.1849), che fece approvare dopo aver sciolto per ben due volte il parlamento riluttante e dopo aver favorito una svolta moderata con il drammatico proclama di Moncalieri (20.11.1849).

Decise di mantenere in vita lo Statuto concesso dal padre e appoggiò, nonostante alcune divergenze, l'operato dei governi di Massimo D'Azeglio prima e di Camillo Cavour poi.

Sostenne la partecipazione alla guerra di Crimea (1853) e le trattative diplomatiche con Napoleone III che portarono alla II guerra d'indipendenza. Insofferente del consiglio dei suoi ministri, lasciò che Napoleone III chiudesse la guerra con l'armistizio di Villafranca in maniera insoddisfacente.

Successivamente sostenne la spedizione garibaldina in Sicilia e l'annessione al Piemonte di gran parte dell'Italia di cui fu proclamato re nel 1861.

DVittorio Emanuele II e Garibaldi a Teanoopo la morte di Cavour intervenne ripetutamente nella politica del governo, provocando le dimissioni di B. Ricasoli (1862) e M. Minghetti (1864). Mantenne rapporti diretti con G. Mazzini e G. Garibaldi,  scavalcando governo e parlamento, e non fu probabilmente estraneo alle spedizioni conclusesi tragicamente all'Aspromonte (1862) e a Mentana (1867).

Nella III guerra d'indipendenza (1866) pretese di avere il comando supremo delle operazioni. Nel 1870, allo scoppio della guerra franco-prussiana, fece pressioni per una partecipazione dell'Italia a fianco della Francia.

La caduta di Napoleone III gli consentì di concludere il processo di unificazione del paese: il 20.9.1870 le truppe italiane entrarono in Roma dove il re si insediò solennemente il 2.7.1871.

Nel 1869 sposò morganaticamente* Rosa Vercellana Guerrieri  la "Bella Rosina", che nominò contessa di Mirafiori e Fontanafredda e dalla quale ebbe un figlio.

 

(*) quando la sposa è di rango inferiore rispetto al sovrano. La moglie e i figli non hanno diritto né alla successione al trono, al titolo e ai diritti del padre, né all'eredità del patrimonio paterno.    

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